Il mastino dei Baskerville -Sir. Arthur Conan Doyle di Andrea Brucini

Faccio una premessa: non sono un amante del genere definito “giallo”.

Il mastino dei Baskerville è uno degli ultimi libri che Doyle ha scritto che ha come protagonista l’investigatore, seppur non esistente, ormai più famoso al mondo: Sherlock Holmes. Il libro inizia, come quasi tutti gli altri della serie, con una dimostrazione dell’incredibile capacità deduttiva di Holmes, che vediamo nel suo studio intento, con il caro amico e compagno di avventure, il Dr. Watson, a stabilire pressappoco l’identità di un uomo solamente osservando il suo bastone da passeggio. L’intera vicenda non si sviluppa comunque a Londra, ma nel Devonshire, dove Holmes è intento a salvare la vita dell’ultimo erede della famiglia Baskerville dalla maledizione di un mastino fantasma; o meglio, dal complotto di un uomo (di cui non faccio nome per evitare di rovinare il finale a qualche possibile lettore che si interesserà al libro dopo aver letto questa recensione) che, sfruttando la leggenda del cane fantasma, cerca di ottenere la successione al ruolo di governatore della zona uccidendo prima Sir Charles (il precedente governatore, famoso per la sua bontà) e poi cercando di uccidere Sir Henry (il legittimo discendente del sopracitato Charles). Holmes,naturalmente, non crede nel soprannaturale, e, sfruttando tutte le sue capacità intellettive, riuscirà a sventare il diabolico piano dell’uomo che lui stesso reputa uno dei suoi avversari più scaltri.
Come ho detto prima, non sono un amante del genere investigativo, ma questo libro ha qualcosa in più rispetto ad un normale giallo. Le descrizioni, elemento fondamentale in un libro di questo genere, sono impeccabili, anche i personaggi sono ben caratterizzati: Holmes, Watson e Sir Henry, i tre personaggi principali della vicenda, ma anche tutti gli altri “peanuts” (“personcine”, volendo citare Schultz, in questo caso intesi come i personaggi secondari), sono resi in modo da rimanere impressi nella mente del lettore, che viene catturato nella lettura e coinvolto nell’indagine e non riesce a smettere (almeno nel mio caso) di leggere, così curioso di sapere come si evolveranno gli eventi. L’unica cosa che mi ha principalmente sorpreso è stato il finale, diverso da come me lo sarei aspettato, ma idoneo all’ambientazione cupa del racconto: una spoglia brughiera colma di misteri.
Volendo imitare la mia compagna proverò anch’io a dare un voto a questo libro…
Direi che si merita un 8, dato che, pur essendo un bel libro, non mi sento sicuro di dargli un 9, o addirittura un 10, poiché so che esisteranno sicuramente dei libri capaci di appassionarmi come ha fatto questo, se non ancora di più.
Detto questo concludo e consiglio a tutti voi la lettura di questo libro che, fidatevi, non è una delusione.

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