Il Divoratore – Lorenza Ghinelli di Paoli Aurora

Il libro narra di un mostro, il divoratore, che uccide e fa sparire quattro bambini, scatenando panico a Rimini. Sulle sue tracce si metterà Alice, giovane psicologa assistente di Pietro, ragazzo autistico testimone oculare di uno degli attacchi del Divoratore, accompagnata da Stefano, suo fidanzato. Il viaggio non sarà lungo, e presto Alice si renderà conto di conoscere il mostro molto meglio di quanto pensasse. Sono affascinanti i personaggi creati dalla scrittrice, primo fra tutti il Divoratore, ma anche Francesco, una delle vittime, che nonostante la giovane età si pone giuste domande sulla vita, ma lo fa avendo paura dei genitori, perché ha paura a mettere in discussione i loro insegnamenti. Anche Filippo, un’altra vittima, fa il ribelle per combattere gli atteggiamenti prepotenti del padre ma nel suo intimo vorrebbe solo dei genitori che lo incoraggiassero, per poter diventare un ingegnere senza essere deriso da nessuno.

Sicuramente, il divoratore, è un libro dal grande impatto scenico. L’alto livello del linguaggio rende perfettamente ogni descrizione, nonostante queste spesso siano minime. E’ facile immaginare il vecchio Divoratore e il suo bastone, la sua bava bianco-rosa, i suoi occhi gelidi e il sorriso crudele. Ed è altrettanto facile perdersi in questo personaggio, che merita una lode. Infatti, nonostante la trama sia abbastanza banale, dal classico lieto fine, la grandezza di questo libro sta nel suo cattivo. E il divoratore è il cattivo per antonomasia: le sue vittime sono i bambini che paralizza e assorbe, come linfa vitale. Perché il Divoratore nasce da un odio profondo, verso se stessi prima di tutto, e in questa sua caratteristica sta tutta la sua grandezza. Perché ciò che ci fa paura di lui è che dentro ci troviamo noi stessi. Nei suoi occhi, che occhi non sono ma “vuoto universale”, vediamo scene di vita che ci fanno male, perché sono quelle che non viviamo. Perché ci accorgiamo troppo tardi che tuffandoci in quel vuoto perdiamo noi stessi, ed è troppo tardi per scappare, perché il Divoratore ci ha già assorbiti.

Il maggiore lato negativo di questo libro è sicuramente il finale, perché troppo dolce e scontato rispetto alla trama. Sicuramente, il lato migliore è il linguaggio: ricco, pieno di metafore affascinanti e inquietanti al tempo stesso (“Discendiamo tutti dallo sperma del cielo”), vale la pena leggere il libro solo per arricchire il proprio vocabolario.

Voto finale: 7/8, perché potrebbe essere molto meglio, ma anche molto peggio.

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