La Biblioterapia

Nello spazio troverete presentato ogni volta uno ‘stato di disagio’  e una proposta biblioterapica; i commenti possono riguardare  il materiale presentato o brevi suggerimenti di lettura… Iniziamo:

“Un libro deve essere l’ascia che spezza il mare ghiacciato che è in noi” F. Kafka

da  Piccola Città (Our Town)  di Thornton Wilder, 1938 ATTO III

EMILY, al direttore di scena ad alta voce.

Non posso    andare avanti. Non posso. Tutto succede così presto…   Non abbiamo il tempo di guardarci, di vederci davvero…

(Si siede singhiozzando. Le luci si abbassano    sulla metà sinistra della scena. La signora Webb scompare.) Non me ne accorgevo, che era così… Accadeva tutto questo, tutte queste cose, e noi le vivevamo senza neanche accorgercene… Ah, riportatemi  lassù… sulla collina… nella mia tomba…  Soltanto,    prima, ecco, un ultimo sguardo… Addio. Addio al  mondo. Addio a Grover’s Corners… a mamma e papà… e al ticchettio della pendola… e ai girasoli in  giardino… e alla colazione e al caffè… e ai vestiti  stirati di fresco… e al dormire e allo svegliarsi… Ah,    la terra è troppo bella, perché uno possa rendersene  conto.

(Dopo una pausa, guarda il Direttore di scena   e chiede tra le lacrime:)

C’è nessuno… nessun essere umano… che sappia quello che sta vivendo mentre   lo vive? Nessuno?…

DIRETTORE DI SCENA. No. (Pausa.) I santi e i poeti,    forse… forse un poco…

Un pensiero su “La Biblioterapia

  1. Sono d’accordo. Molte volte ci rispecchiamo in un libro, e magari riflettiamo sul nostro problema e riusciamo a trovare una soluzione… Il libro, e ciò che racconta, è qualcosa di più di quello che appare…

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