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14 mar 12

La forza del destino

(Guanda 2011)

Un’altra avventura per il Commissario Bordelli, la più difficile della sua vita…È la primavera del 1967. Passata l’alluvione di novembre, Firenze comincia a rinascere. Bordelli, indagando sull’omicidio di un ragazzino, si è scontrato con i poteri occulti della massoneria ed è stato costretto alla resa con un “messaggio” molto chiaro: lo stupro di Eleonora, la giovane commessa con cui aveva intrecciato una relazione appassionata, e una lista con i nomi di tutte le persone a lui care. Per proteggere i suoi amici si è dimesso dalla polizia. Ha finalmente venduto la casa di San Frediano e si è trasferito in campagna… ma il destino gli offre l’occasione di fare giustizia, e Bordelli non si tira indietro: sarà una delle sue avventure più emozionanti.

NOTIZIE SULL’AUTORE:

Marco Vichi nasce a Firenze nel 1957. Nel marzo 1999 esce presso Guanda Editore il suo primo romanzo L’inquilino. Semprenel 1999 realizza per radio RAI RADIO TRE cinque puntate della trasmissione “Le Cento Lire” dedicate all’arte in carcere. Nel giugno 2000 esce il suo secondo romanzo, Donne donne, seguito, nel 2002, da Il commissario Bordelli e nel 2003 da Una brutta faccenda. Nello stesso anno cura un libretto di “omaggi” a John Fante per Fazi Editore, allegato a un documentario sullo stesso scrittore (regia Giovanna Di Lello). Dal 2003 tiene laboratori di scrittura in varie città italiane e presso il corso di laurea in Media e Giornalismo dell’Università di Firenze. Nel maggio 2004 scrive Il nuovo venuto, il terzo episodio del Commissario Bordelli.

Nel frattempo escono racconti in varie riviste e antologie. Collabora alla stesura di sceneggiature, cura antologie di letteratura, scrive su quotidiani e riviste nazionali. Dal 2004 lavora, assieme all’associazione Nausika, al progetto che nel 2005 è approdato alla fondazione della Scuola di Narrazioni Arturo Bandini. Perché dollari? è una raccolta di quattro racconti tra cui uno con protagonista il commissario Bordelli (2005). Nel luglio del 2006 cura l’antologia Guanda Città in nero dove è presente un racconto con il commissario Bordelli. A ottobre del 2006 esce il romanzo Il Brigante, ambientato in Toscana nei primi dell’Ottocento e qualche mese dopo Firenze nera (Aliberti Editore), un libro con due racconti, uno dei quali di Emiliano Gucci. A novembre 2006 esce un suo racconto nell’antologia La vita addosso (Fernandel), legata a un’iniziativa della comunità Ceis di Lucca (alla quale andranno i proventi del libro).

Nel giugno 2007 cura una nuova antologia per Guanda, Delitti in provincia, e a settembre esce il romanzo Nero di luna (Guanda). A maggio 2008 viene pubblicato il romanzo Bloody Mary per la collana Verdenero di Edizioni Ambiente, scritto a quattro mani con Leonardo Gori. Nel mese di novembre escono Per nessun motivo (Rizzoli), e la raccolta di racconti Buio d’amore (Barbès). Nel settembre 2009 esce Morte a Firenze (Premio Scerbanenco, Premio Rieti, Premio Camaiore), il quarto romanzo del commissario Bordelli, seguito, nel maggio 2010 da Un tipo tranquillo e da Pellegrinaggio in città (Mauro Pagliai Editore), la raccolta degli articoli sui luoghi di culto di Firenze e dintorni scritti per il Corriere Fiorentino. Nel mese di settembre del 2010 esce: Morto due volte (Guanda Graphic), la prima avventura del commissario a fumetti. E’ del novembre 2011 La forza del destino (Guanda).

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14 mar 12

La mattina di Venerdì 9 marzo molti alunni dell’ Istituto XXV Aprile si sono recati al cinema per vedere “La chiave di Sara”, uscito nelle sale il 13 gennaio 2012, in concomitanza della Giornata della Memoria, e tratto dall’omonimo romanzo di successo della scrittrice Tatiana de Rosnay. Hanno assistito alla proiezione undici classi del Liceo Scientifico e tre del Liceo Classico; la maggior parte degli alunni, avendo letto anche il romanzo su sollecitazione dei propri docenti, ha potuto apprezzare maggiormente la vicenda narrata ed operare gli opportuni confronti tra il libro e la sua realizzazione cinematografica.

“Ogni storia ha il diritto, e il dovere, di essere raccontata perché, se non viene raccontata, il suo destino è quello di essere dimenticata. E quando qualcosa viene dimenticato, noi tutti ci allontaniamo di un passo dalla verità” [da Movieplayer.it]: questa storia film ha sicuramente, al di là di ogni legittimo parere personale, suscitato nei ragazzi molte riflessioni, sottolineando ancora una volta il valore della Storia e della Memoria, spesso vicine a noi più di quanto si pensi.

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16 gen 12

una proposta di lettura

T. DE ROSNAY, La  chiave di Sara

Il romanzo ha riscosso prima un grande successo editoriale ( oltre cinque milioni di copie vendute, tradotto in molte lingue) ed ora è diventato un film.

Storia, tragedia umana e familiare, mistero, ricordo personale e collettivo, affetti incancellabili, forza della testimonianza, il passato che ritorna, sono tutti gli elementi che si intrecciano in questa nuova lettura che vi proponiamo.

È una notte d’estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sara è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall’irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nasconde il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave nel tentativo di proteggerlo. È il 16 luglio del 1942. Sara, insieme a migliaia di altri ebrei, viene rinchiusa nel Vélodrome d’Hiver, in attesa di essere deportata in un campo di concentramento. Ma il suo unico pensiero è tornare per liberare il fratellino. Sessant’anni dopo, Julia Jarmond, una giornalista americana che vive a Parigi con il marito francese, inizia un’appassionante inchiesta su quei drammatici fatti che sono costati la vita a tredicimila persone, tra adulti e bambini. Julia ignora totalmente l’episodio del Vel d’Hiv, mette mano agli archivi, interroga i testimoni, va alla ricerca dei sopravvissuti, e le indagini la portano molto più lontano del previsto. Il suo destino si incrocia fatalmente con quello della piccola Sara, la cui vita è legata alla sua più di quanto lei possa immaginare. Che fine ha fatto quella bambina? Cosa è davvero successo in quei giorni? Quello che Julia scopre cambierà per sempre la sua esistenza. ( da www unilibro.it )

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13 dic 11

PROPOSTE DI LETTURA PER IL MESE DI DICEMBRE: IL GIALLO D’AUTORE

ROMANZI E RACCONTI GIALLI o NOIR….SCEGLIETE LA LETTURA CHE PREFERITE

RACCONTI :

  • “Crimini”, Edizioni Einaudi, : raccolta di racconti gialli di autori contemporanei (Ammaniti, Cammilleri,   Faletti, Lucarelli et alii ), curata da De Cataldo
  • “Il lato sinistro del cuore”, Edizione Einaudi, : raccolta di racconti noir di Carlo Lucarelli
  • “Natale in giallo”, Edizioni Sellerio : raccolta di racconti gialli ambientati nelle festività natalizie, ad opera  di autori contemporanei

ROMANZI : i grandi investigatori

  • REX STOUT, La traccia del serpente . E’ il primo romanzo con protagonista il famoso Nero Wolfe
  • RAYMOND CHANDLER, Il Grande sonno o Il lungo addio ( si trovano anche in Anteprima su Google Libri )
  • EDGAR WALLACE, I quattro giustiL’oro di Satana

E PER FINIRE, DIRETTAMENTE DAL WEB, I MITICI POIROT E MISS MARPLE DI AGATHA CHRISTIE

Miss  Marple in Istantanea di un delitto-  da Google Libri

http://books.google.it/books?id=8aTxgn2xx24C&pg=PA203&dq=miss+marple+omicidio+su+misura&hl=it&ei=10vbTqqnKcLKhAf-84nVDg&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CDoQ6AEwAA#v=onepage&q&f=false

Hercule Poirot in Il mistero del Treno Azzurro – da  Google Libri

http://books.google.it/books?id=_B-WP98FVPEC&pg=PA242&dq=miss+marple+omicidio+su+misura&hl=it&ei=10vbTqqnKcLKhAf-84nVDg&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=4&ved=0CEoQ6AEwAw#v=onepage&q&f=false

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8 dic 11

ecco alcune foto dell’affollato gruppo di mercoledì 29…


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24 nov 11

mercoledì 30 Novembre nell’Aula Magna dell’Istituto

-classi II e III dalle 14 alle 15

-classi IV e V dalle 15 ,15 alle 16,15


L’ATTORE ANDREA GIUNTINI* LEGGE PASSI SCELTI DAI ROMANZI PROPOSTI DAL BLOG PER IL MESE DI NOVEMBRE:

Margaret Doody, Aristotele e il giavellotto fatale ;

Francesco Fioretti, Il libro segreto di Dante;

Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta; Una storia semplice; L’affaire Moro;

La scomparsa di Majorana; I pugnalatori.

* Andrea Giuntini, attore e pedagogo, formato alle Scuole teatrali di V.Gassman, O. Costa, E. De Filippo. Come attore lavora dagli anni ‘80 in compagnie empolesi e fiorentine, mettendo in scena testi classici e contemporanei. Approfondisce l’aspetto della dizione poetica realizzando spettacoli/concerto sulle opere di Majakovsij, Lorca, Esenin e altri autori. Scelto come lettore dall’IRRE nell’ambito del progetto regionale “Crescere con i libri”. Prende parte come attore ai programmi radiofonici del 3° canale della RAI, “Il Decamerone” e “Maledetti toscani”. Come attore cinematografico partecipa a numerosi cortometraggi e ai film “La notte di S.Lorenzo”dei Fratelli Taviani ed“Empoli 1921” di E.Marzocchini. Tra gli spettacoli di maggior rilievo segnaliamo:”L’istruttoria” di P.Weiss, regia di V.Puecher, “Il potere e la gloria”, di G.Greene, regia di G.Sbragia, “La processione” di R.Cavosi, regia di A.Mancini, “L’icona” di A.M.Piancastelli, regia di A.Mancini,“La torre d’avorio” di R.Harwood, regia di R.Menichetti, “La fuga” di Gao Xingjian, regia di P.Goudard, “Metafora sulla libertà” di D.Carlesi, regia di A.Bartalini, “Un nome nel vento” di P.Ciampi, regia di A.Di Maggio.

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24 ott 11

AVETE SCELTO COME GENERE PREFERITO IL GIALLO ? BENE! RISPETTIAMO LE VOSTRE SCELTE E VI PROPONIAMO:

CLASSI SECONDE:
Vi sareste mai immaginati che il più celebre filosofo dell’antichità fosse anche un acuto detective? Lo scoprirete con queste storie di misteri ed intrighi ambientate nella Grecia classica

Margaret Doody, Aristotele e il giavellotto fatale, Sellerio Editore
Aristotele e l’anello di bronzo, Sellerio Editore
Aristotele e i veleni di Atene, Sellerio Editore
Aristotele detective, Sellerio Editore

CLASSI TERZE:
La Divina Commedia è da sempre uno dei testi più amati e studiati al mondo, ma che attorno a questo capolavoro della letteratura mondiale aleggiasse un mistero, finora erano in pochi a saperlo; Francesco Fioretti, dantista italiano, ha fatto delle sue conoscenze di specialista del settore gli ingredienti principali di un avvincente enigma da risolvere.

Francesco Fioretti, Il libro segreto di Dante, Newton Compton Editore

Perché di Dante-uomo- poeta e della Commedia non abbiate solo un’”immagine” scolastica………

CLASSI QUARTE e QUINTE:
L’ispirazione per scrivere gialli molto spesso è fornita allo scrittore dalla stessa realtà, storica o contemporanea che sia, ma sempre complessa, contraddittoria, ricca di enigmi risolvibili come di misteri indecifrabili. Uno dei più grandi scrittori italiani, Leonardo Sciascia, ha più volte fatto della parola scritta e della razionalità gli strumenti con cui indagare ed approfondire, sia in veste narrativa che documentaristica, alcuni di questi enigmi, presenti nei romanzi di seguito elencati  (pubblicati per la maggior parte da Adelphi; il  breve abstract permette una scelta ragionata del testo da leggere )

- I pugnalatori - Il 1° ottobre 1862 un “fatto criminale di orrida novità” funesta Palermo: alla stessa ora, in luoghi quasi equidistanti, vengono pugnalate tredici persone. A investigare su quella che subito appare come una sinistra macchinazione è il procuratore Guido Giacosa, di recente arrivato dal Piemonte e già impaziente e insofferente nei confronti dei palermitani. L’inchiesta conduce ben presto a individuare nel principe di Sant’Elia, ricchissimo e rispettatissimo senatore del Regno d’Italia, l’insospettabile mandante. Con crescente angoscia, con disperazione, fra complotti, doppie verità e “sommessi sussurri”, avvalendosi solo della testimonianza di pentiti e spie, Giacosa affronterà l’immane difficoltà di costruire una solida accusa – (da ibs.it )
- Una storia semplice – Un giallo ambientato in Sicilia, una storia apparentemente semplice ma estremamente complicata per chi ha il compito di risolverla; la mafia, il senso della giustizia, l’uomo e i suoi segreti….i temi prediletti da Sciascia.
- A ciascuno il suo – Il romanzo dell’oscura, crudele Sicilia. Il dramma di un investigatore lucido che, quanto più indagava, tanto più “nell’equivoco, nell’ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto”. (da ibs.it)
- Porte aperte -Negli anni Trenta, a Palermo, un uomo “perbene” uccide tre persone, la propria moglie e due colleghi di lavoro. Su questo crimine, la macchina giudiziaria si muove, con l’implacabile decisione che un simile caso esige: l’evidente colpevolezza dell’imputato facilita di molto le cose; la pena di morte da pochi anni ripristinata è infatti la punizione esemplare in un periodo in cui la retorica fascista ha come punto d’onore – e di credibilità politica – la tutela dell’ordine pubblico. Ma l’uomo di legge coinvolto in questo processo non la pensa proprio così…..-
- Il giorno della civetta – Il romanzo più conosciuto di Sciascia, considerato ormai il classico romanzo di mafia, di cui l’autore scrisse : “… ho impiegato addirittura un anno, da un’estate all’altra, per far più corto questo racconto. Ma il risultato cui questo mio lavoro di ‘cavare’ voleva giungere era rivolto più che a dare misura, essenzialità e ritmo, al racconto, a parare le eventuali e possibili intolleranze di coloro che dalla mia rappresentazione potessero ritenersi, più o meno direttamente, colpiti. Perché in Italia, si sa, non si può scherzare né coi santi né coi fanti: e figuriamoci se, invece che scherzare, si vuole fare sul serio”. – ( da ibs.it)
- Il cavaliere e la morte – Che cosa ha a che fare l’incisione di Durer intitolata “Il cavaliere, la morte e il diavolo” con i casi che deve risolvere un commissario di polizia? -
- 1912 + 1 – 8 novembre 1913: la contessa Maria Tiepolo, moglie del capitano Carlo Ferruccio Oggioni, uccide l’attendente del marito, il bersagliere Quintilio Polimanti. Per qualche giorno l’Italia si distoglie da altri pensieri per concentrarsi sulla contessa, che i giornali definiscono subito «bellissima», mentre descrivono il Polimanti come «bel giovane, alto, capelli biondi e ricciuti». Poi la vicenda scompare, perché incalzano altre novità: il tango che arriva da Parigi, il furto della Gioconda. Ma, quando si apre il processo, la curiosità generale è di nuovo fortissima. Ora si tratta di decidere: che cosa motivò quel colpo di pistola? – (da ibs.it )
- La scomparsa di Majorana – Fra la partenza e l’arrivo in un viaggio per mare da Palermo a Napoli, il 26 marzo 1938, si perdono le tracce del trentunenne fisico siciliano Ettore Majorana, definito da Fermi un genio della statura di Galileo e di Newton. Suicidio, come gli inquirenti dell’epoca vogliono lasciar credere, o volontaria fuga dal mondo e, soprattutto, dai terribili sviluppi che una mente così acuta e geniale può aver letto nel futuro della scienza, prossima alla messa a punto della bomba atomica? – (da ibs.it)
- L’affaire Moro – Il nostro elenco si conclude con il romanzo – documento che Sciascia dedicò ad una delle pagine più tristi della storia del ‘900: il rapimento Moro.

SCEGLIETE IL VOSTRO TESTO ( O I VOSTRI TESTI..) ED ENTRO LA FINE DEL MESE DI NOVEMBRE ASPETTIAMO LE VOSTRE OPINIONI SUL BLOG.

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19 ott 11

Questi i temi che hanno avuto più numerose preferenze (nelle  classi del liceo scientifico e liceo classico intervistate e nei post sul blog)

Primo tema: IL GIALLO
Secondo tema: LE RELAZIONI INTERPERSONALI
Terzo tema: PADRI E FIGLI
Quarto tema: LA SCRITTURA AL FEMMINILE
Quinto tema: LEGGERE LEGGERO


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1 ott 11

SALVE E BEN TORNATI SUL BLOG “LIBERNAUTI”

CON L’AVVIO DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO RIPRENDE ANCHE L’ATTIVITÀ

Per cominciare il nostro anno di letture e commenti abbiamo pensato di lanciare un sondaggio, in modo da poter costruire un percorso di lettura condiviso e da sviluppare con varie modalita’ che vi diremo successivamente in “corso d’opera”.

SONO ELENCATI DI SEGUITO ALCUNI TEMI E SU QUELLO CHE RISCUOTERA’ IL MAGGIORE GRADIMENTO ORGANIZZEREMO UN PERCORSO BIBLIOGRAFICO DA SEGUIRE DURANTE L’ANNO SCOLASTICO; SARANNO PRESI IN CONSIDERAZIONE  ANCHE I VOSTRI SUGGERIMENTI IN MERITO A TEMI E/O AUTORI.

TEMI POSSIBILI:

1. LETTERATURA E LIBERTA’

2. IL VIAGGIO DENTRO E FUORI DI NOI

3. LA SCRITTURA AL FEMMINILE

4. LA GUERRA NELLA SCRITTURA LETTERARIA

5. LAVORO E LETTERATURA

6. PADRI E FIGLI: GENERAZIONI A CONFRONTO

7. LEGGERE LEGGERO: PARADOSSO, HUMOR E NON SENSE

8. IL GIALLO: ENIGMI DA RISOLVERE

9. LE RELAZIONI INTERPERSONALI ( FAMIGLIA, AMICIZIA, AMORE )

10. LA SCOPERTA DI SE’

11. IDENTITA’ E LETTERATURA

12. I CONFLITTI INTORNO A NOI

13. L’INTERCULTURA: INCONTRO O SCONTRO DI CULTURE?

NB: Per votare è sufficiente esprimere la propria preferenza in un breve post,  indicando oltre al numero corrispondente al tema prescelto, il vostro nome e classe; fate la vostra scelta entro il 15 Ottobre e dopo

comincerà una nuova avventura di navigazione tra i libri……Siamo o non siamo i Libernauti??

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15 giu 11

LIBERNAUTI - GIUGNO

Dalla cinquina… alla cinquina…
tutti in vacanza ma con un libro!!

Cari Libernauti,
il blog con questa pagina si congeda e va in vacanza!
Sì… Un po’ di riposo… Dopo una navigazione durata 9 mesi che ha registrato oltre 8500 contatti e un’ottantina di commenti (con la visita anche di hackers cinesi in aprile), che si è spostato dalle pagine virtuali delle proposte mensili di lettura fino all’incontro con lo scrittore Marco Malvaldi!
Resta soltanto da scoprire il 15 giugno la cinquina del Premio Strega!
In vacanza ma con un libro… per ritrovarci a settembre e continuare così il nostro viaggio nei libri e comunque sempre insieme ai libri…

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14 giu 11


NON CI CREDERETE MA… NEL MARE DEI LIBRI SE NE TROVA ANCHE QUALCUNO SULL’ESTATE ! AD ESEMPIO….

I classici: W. SHAKESPEARE, Sogno di una note di mezza estate

C. PAVESE, La bella estate, Einaudi

I contemporanei : F. CAROFIGLIO, L’estate del cane nero, Marsilio

C. BARESANI, Un’estate fa, Bompiani

G. CULICCHIA, Un’estate al mare, Garzanti

Arrivederci a settembre! J

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13 giu 11

IL BLOG LIBERNAUTI PARTECIPA A

una campagna nazionale di promozione della lettura, promossa dal Centro Nazionale per il libro e la lettura, che vedrà, nel Maggio 2011, la realizzazione di varie iniziative legate al libro e alla lettura, intesa come elemento chiave della crescita personale, culturale e sociale.

LA NOSTRA SCUOLA, TRAMITE IL BLOG, ADERISCE A QUESTO EVENTO E PER QUESTA OCCASIONE
I LIBERNAUTI PROPONGONO TRE INIZIATIVE:

  • Verso il PREMIO STREGA 2011!
  • Il 15 aprile sono stati selezionati dodici libri, da cui il 15 giugno verrà presentata la cinquina! Premiazione finale il 7 luglio al Ninfeo di Villa Giulia a Roma. Presentiamo e discutiamo quei libri!

IL MAGGIO DEI LIBRI E’ ANCHE SU FACEBOOK!

Inserite i vostri commenti e partecipate al gioco ” “Mi piace leggere perché…..: dillo con una frase o un video

Il maggio dei libri su Facebook

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9 giu 11

IV B e IV A a confronto con la lettura: 8 giugno 2011!

Disposti in un cerchio gli studenti del XXV Aprile si trovano a discutere di tre romanzi candidati al Premio Strega: Nesi, Storia della mia gente, Bompiani 2010; Desiati, Ternitti, Mondadori 2011; Arpaia, L’energia del vuoto, Guanda 2011.
Uno scambio di idee che diviene un consiglio di lettura per l’estate!

Nesi, Storia della mia gente, Bompiani 2010

Il testo racconta dell’illusione perduta del benessere diffuso in Italia. Di come sia potuto accadere che i successi della nostra vitalissima piccola industria di provincia, pur capitanata da personaggi incolti e ruspanti sempre sbeffeggiati dal miglior cinema e dalla miglior letteratura, appaiano oggi poco più di un ricordo lontano. Oggi che, sullo sfondo di una decadenza economica forse ormai inevitabile, ai posti di comando si agitano mezze figure di economisti ispirate solo dall’arroganza intellettuale e politici tremebondi di ogni schieramento, poco più che aspiranti stregoni alle prese con l’immane tornado della globalizzazione.
Edoardo Nesi torna con un libro avvincente e appassionato, a metà tra il romanzo e il saggio, l’autobiografia e il trattato economico, e ci racconta, dal centro dell’uragano globale, la sua Prato invasa dai cinesi, cosa si prova a diventare parte della prima generazione di italiani che, da secoli, si ritroveranno ad essere più poveri dei loro genitori.

Edoardo Nesi ha pubblicato con Bompiani Fughe da fermo (1995), Ride con gli angeli (1996), Rebecca (1999), Figli delle stelle (2001), L’età dell’oro (2004, Premio Bruno Cavallini, Finalista Premio Strega 2005). Ha scritto e diretto il film Fughe da fermo (Fandango, 2001).

Mario Desiati, Ternitti, Mondadori 2011

È il 1975. Mimì Orlando ha quindici anni quando è costretta a lasciare i suoi scogli, l’odore di salsedine, la Puglia dorata per seguire il padre nella grande fabbrica svizzera che produce ternitti: l’eternit, promessa di ricchezza per migliaia di emigranti, che somiglia all’impasto di una focaccia che coli caldo negli stampi per essere infornato e invece esala fumi letali, penetra nei polmoni con mille invisibili uncini e lentamente divora tutto il corpo.
Per Mimì quelli al Nord sono gli anni del vetro, del freddo che ghiaccia le cose e le persone. Ma anche quelli della passione segreta che brucia nel buio dei capannoni dove gli emigranti trovano riparo: l’amore per Ippazio, diciotto anni, tra le dita già corrose dall’amianto un fiammifero acceso nella notte per rubare uno sguardo, un istante d’amore.
Anni Novanta: Mimì è di nuovo in Puglia. Sola. Con una determinazione e un orgoglio che fanno di lei una donna eccezionale, coraggiosa e selvatica. Ha una figlia adolescente, Arianna, poco più giovane di lei. Ma accanto a loro non ci sono uomini, per Arianna non c’è un padre. Mimì vive con feroce innocenza, affamata della giovinezza che le è stata sottratta e insieme forte del coraggio di una vita intera. Madre anticonformista e leale, compagna indomita per le sue colleghe in fabbrica e per tutti coloro che accompagna fino alla soglia dell’ultimo respiro roso dal mesotelioma da amianto, è una donna che sa parlare con le proprie inquietudini e paure ma anche – ascoltando le voci degli antenati che sempre la accompagnano – guardare al futuro senza piegarsi mai.
Ternitti in dialetto significa anche tetto, e il destino vorrà che questa parola sia il sigillo di una vita intera: proprio su un tetto, finalmente a contatto col cielo, Mimì saprà riscattare la sua gente e forse anche il suo amore.

Anche quando sembra allontanarsene, la scrittura di Mario Desiati resta profondamente radicata nelle zolle dure della sua terra d’origine, sulla cui sorte sembra condurre un discorso sotterraneo e fondamentale. Parole non levigate dal tempo danno vita a pagine piene di poesia, percorse dal filo di un canto d’amore sempre venato, però, dal ritmo martellante di una dionisiaca taranta.
La vicenda di un popolo tenace, la tragedia del lavoro che nutre e uccide, la meschinità di un uomo e la fierezza di una donna: tutto si compone con la semplice necessità delle umane cose in un romanzo luminoso e maturo.
Mario Desiati (1977) è cresciuto a Martina Franca e vive a Roma. Ha pubblicato la raccolta di poesie Le luci gialle della contraerea (Lietocolle, 2004) ed è fra i poeti rappresentati nell’antologia Nuovissima poesia italiana (Mondadori, 2004). Come narratore ha esordito nel 2003 con Neppure quando è notte (peQuod), ha pubblicato in seguito per Mondadori Vita precaria e amore eterno (Mondadori, 2006), Il paese delle spose infelici (2008) e per Laterza Foto di classe (2009). Per minimum fax ha curato l’antologia Voi siete qui (2007).

Arpaia, L’energia del vuoto, Guanda 2011

È notte, su una stradina di montagna in Svizzera. Un’auto procede veloce, diretta a Marsiglia. A bordo un uomo, Pietro Leone, funzionario dell’Onu a Ginevra. Accanto a lui dorme il figlio Nico, una console stretta fra le mani, i jeans a vita bassissima come ogni adolescente che si rispetti. I due sono in fuga, anche se nemmeno Pietro sa da cosa sta fuggendo. La sola certezza è che da giorni qualcuno tiene sotto controllo i suoi movimenti e che la moglie Emilia Viñas, spagnola, ricercatrice al Cern, la sera precedente non è tornata a casa. La donna è la responsabile di uno degli esperimenti con il Large Hadron Collider, l’Lhc, il più potente acceleratore di particelle mai costruito al mondo. Emilia ama il suo lavoro, al quale spesso, necessariamente, sacrifica la famiglia e soprattutto il rapporto con Pietro, che sembra giunto a un punto morto. Del resto, quella della fisica, da Einstein alla teoria delle stringhe, è un’avventura troppo affascinante.
Lo scopre anche Nuria Moreno, giornalista di Madrid giunta al Cern per realizzare un servizio per il suo giornale e conquistata da quel mondo all’inizio tanto lontano da lei. E proprio grazie alle sue domande, che si fanno via via più puntuali, veniamo coinvolti in un universo che a molti appare misterioso e incomprensibile, ma che in queste pagine si racconta e si manifesta con l’immaginazione e la passione che lo animano, rivelandosi intessuto della stessa sostanza, dello stesso desiderio di conoscenza, degli interrogativi sul futuro e sulla vita che agitano tutti noi. Da chi stanno scappando Pietro e Nico? Dov’è finita Emilia?

Bruno Arpaia è nato nel 1957 a Ottaviano, in provincia di Napoli. Giornalista, consulente editoriale e traduttore di letteratura spagnola e latinoamericana, ha pubblicato diversi romanzi che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti: Premio Hammet Italia 1997 per Tempo perso; Premio Selezione Campiello 2001 e Premio Alassio Centolibri – Un’autore per l’Europa 2001 per L’angelo della storia; Premio Napoli e Premio Letterario Giovanni Comisso 2006 per Il passato davanti a noi. Ha pubblicato anche i romanzi I forestieri e Il futuro in punta di piedi.

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18 mag 11

NOI CREDEVAMO: IL LIBRO DI ANNA BANTI

“La memoria è la parte più cara della nostra esistenza. E’ solo lei capace di tramandare e confermare i caratteri della nostra identità. In questo senso è la stessa storia a confondersi con la memoria: ciò che siamo lo dobbiamo a ciò che qualcuno è stato prima di noi, quello che siamo stati è il frutto ultimo di vicende, accadimenti e grandi ribaltoni. Le epoche, con le loro vicissitudini, sono la mappa della nostra genesi e solo se ci guardiamo indietro possiamo dire di sapere bene dove stiamo andando.”

[Da  un’ intervista del 1982 rilasciata a Sergio Falcone da Anna Banti]

Leggendo queste parole possiamo forse meglio capire il senso del romanzo Noi credevamo, un romanzo in cui Anna Banti parla del Risorgimento italiano, capitolo fondamentale della nostra memoria storica, in un’ottica diversa ovvero   non solo come epopea di eroi bensì come un periodo storico in cui molti uomini hanno combattuto e sofferto per le loro idee, non senza provare poi, anche di fronte all’Italia finalmente unita, un senso di delusione e sconfitta. I protagonisti di questa storia sono uomini realmente esistiti e i fatti raccontati si sono realmente verificati, mentre personaggi secondari, pensieri e parole sono frutto della vena letteraria dell’autrice, in quell’ideale equilibrio tra veridicità storica e invenzione letteraria che costituisce l’anima del romanzo storico. Ecco allora tutto il Risorgimento italiano, dai brevi accenni ai moti del ’48 all’origine dell’idea di Unità, dal compimento della stessa al conseguente disinganno finale. Attraverso la voce narrante  di  don Domenico, uomo  nato da una famiglia benestante – una persona qualunque, se vogliamo, rispetto ai nomi notissimi di Castromediano, Poerio, Pisacane, Mazzini, Garibaldi – avvertiamo la passione per la patria; la vivacità con la quale si oppone ai Borbone; la conseguente disapprovazione della famiglia e la durissima esperienza del carcere, condivisa con  Castromediano e Poerio, prima a Procida, poi Montefusco e Montesarchio; la liberazione e l’entusiasmo per l’impresa dei Mille; la cocente delusione di fronte all’esito dell’Unità , tanto da affermare

“La mia Italia era una smunta schiava che aveva cambiato padrone.”

Sulle memorie di don Domenico è condotto tutto il filo della narrazione che ha costituito lo spunto, arricchito poi da altre vicende e altri personaggi, su cui Mario Martone ha costruito il film omonimo, con la collaborazione, per la sceneggiatura, dello scrittore De Cataldo.


NOI CREDEVAMO: IL FILM DI MARIO MARTONE

Il film racconta in quattro episodi alcune pagine oscure del processo risorgimentale per l’Unita’ d’Italia, attraverso le storie di tre ragazzi del sud, Domenico (Luigi Lo Cascio), Angelo (Valerio Binasco) e Salvatore (Luigi Pisani), che in seguito alla repressione borbonica dei moti del 1828 maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini, interpretato da Toni Servillo. Martone lascia da parte Cavour («Ci vorrebbe un film a parte e quindi ho deciso di concentrarmi sui repubblicani» spiega in un’intervista ) e pone in primo piano Mazzini, un uomo che ha saputo immaginare l’Italia unita in anni in cui tale progetto era quasi inconcepibile. Il regista, vista la coincidenza con i 150 anni dell’Unità d’Italia, ci tiene a sottolineare che il progetto «non nasce affatto come film d’occasione; da quando ho cominciato a pensare a questo film, da quando ho cominciato a studiare e a leggere cose che non mi aspettavo fossero accadute, l’urgenza di fare questo film non mi hai mai abbandonato, nonostante le difficoltà produttive e gli anni che ci sono voluti. Siamo arrivati a pochi mesi dal 2011, che indubbiamente è un approdo fatale. Io spero che questa coincidenza aiuti il film ad essere visto e ad essere vissuto soprattutto dal pubblico giovane, che non avrà difficoltà a entrare nelle vite di questi ragazzi di duecento anni fa che hanno sacrificato le proprie vite per far nascere questo Paese. È un film rigorosamente storico, tutto quello che si vede nel film è tratto da documenti storici. È un film critico ma non è affatto contro l’Unità d’Italia, di cui io sono convinto sostenitore», afferma il regista.

La qualità del film è stata confermata il 6 maggio scorso dalla cerimonia di premiazione del David di Donatello 2011: il film di Martone ha vinto ben sette prestigiose statuette, tra cui anche il riconoscimento per Miglior film dell’anno.

APPUNTAMENTO PER LA PROIEZIONE DEL FILM

MERCOLEDI’ 25 MAGGIO ORE 14,00 PRESSO L’AUDITORIUM DEL LICEO

E se avete letto anche il libro di Anna Banti …..sarà un ulteriore motivo per non mancare!!

A PRESTO

D. M.

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15 mag 11

UN BILANCIO del SALONE

Come anticipato sul blog, la redazione di Libernauti è stata al salone internazionale del libro, edizione  XXIV: la visita è stata davvero magnifica ma molto impegnativa!!

Basti pensare a qualche dato:

 
 

gli espositori presenti a Lingotto Fiere sono stati 1.500, superando i 45.000 metri quadri finora utilizzati, 12.000 i ragazzi entrati al Salone, 305 mila visitatori dell’edizione 2011 (50 mila in più rispetto all’edizione 2010).

Per un Paese che nel 1861 aveva il 70% di analfabeti e che oggi è al settimo posto nel mercato editoriale del mondo, è certo un buon risultato!

 

Il tema centrale della manifestazione è l’«Italia dei libri»:

“Costante miracolo del Salone è la prevalenza della parola, la continuità di un incontro, lo sguardo in prospettiva: samizdat, evangelario e globalizzazione. La «memoria seme del futuro», slogan per cercare i valori e le parole che contano [...]

Il miracolo è questa folla, indistinta, multipopolare e anche un po’ multietnica diversa da quegli insiemi elitari – per quanto vasti – che affollano altri rendez-vous […]

Miracolo sono queste montagne di carta organizzate in fogli di carta stampata che contengono idee, emozioni, passioni, mondi e che forse hanno un futuro o forse si trasformeranno in entità digitali chiamate ebook da leggere in apparecchietti leggeri chiamati ereaders. Sul futuro il dibattito è aperto: forse l’editoria del cuore resterà su carta, quella della conoscenza diventerà elettronica.

Ma al Lingotto l’unica cosa certa è che la gente ha mostrato voglia di ascoltare parole che sappiano parlare al cuore e alla ragione.” (E. Ferrero, Direttore del salone, nella conferenza stampa di presentazione)

Ore 12/Sala Azzurra: I libri che hanno fatto gli italiani. Incontro con Paolo Mieli in occasione della presentazione della collana BUR “Romanzi d’Italia”. Interviene Mario Baudino.

Le copertine dei primi cinque volumi della collana «Romanzi d’Italia».

La collana “Romanzi d’Italia” edita da BUR e diretta da Paolo Mieli è costituita da dieci romanzi che furono scritti a ridosso della fondazione dello Stato unitario italiano. “L’idea della collana è nata –spiega Mieli- per trovare un modo diverso per raccontare la storia d’Italia e dalla convinzione che gli scrittori abbiano raccontato la storia d’Italia meglio degli storici.” Di qui la scelta di affidare la prefazione dei volumi a storici, studiosi di scienze politiche, ad editorialisti, anziché a critici letterari: le Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo con prefazione di Paolo Mieli, I promessi sposi di Alessandro Manzoni con prefazione di Andrea Riccardi, I Malavoglia di Giovanni Verga con prefazione di Gustavo Zagrebelsky, Cuore di Edmondo De Amicis con prefazione di Pierluigi Battista, I Viceré di Federico De Roberto con prefazione di Giovanni Sabbatucci, Le mie prigioni di Pellico con prefazione di Luciano Canfora, Le confessioni di un italiano di Nievo con prefazione di Sergio Romano, Le avventure di Pinocchio di Collodi con prefazione di Giovanni Belardelli, Piccolo mondo antico di Fogazzaro con prefazione di Ernesto Galli della Loggia e Il piacere di d’Annunzio con prefazione di Angelo Panebianco. Tutti romanzi dell’Ottocento che, se pur ambientati in un’epoca diversa, ad esempio I promessi sposi, tra le righe depositano vere e proprie annotazioni sulla storia d’Italia.
Ad esempio nel romanzo di Foscolo, l’Ortis, con il grande lamento per il tradimento del trattato di Campoformio (cessione di Veneto e Venezia ad Austria) si individuano le radici di sentimenti attuali, cioè la distanza tra i sogni di grandezza degli ideali e la sensazione che invece gli uomini della classe dirigente non fossero adeguati a essi. Quel Foscolo già famoso all’età di vent’anni, un po’ come “un Saviano di oggi” –dice Mieli- che con un gruppo di Napoleone si accese di speranze e che si sentì poi tradito dal trattato.
Quei romanzieri evidenziano nei loro testi l’opposizione tra delusione e alte aspettative, non era certo l’Italia che avevano sognato! Infatti dalla seconda metà dell’Ottocento a fine Ottocento si registrano una delusione dopo l’altra: dalla battaglia di Custoza alla disfatta di Adua.
Ma “anche oggi ci sono grandi aspettative e grandi delusioni – sostiene Mieli- chissà cosa ci si aspettava dal 1992-93 (fine I Repubblica) e chissà cosa ci aspetteremo dal post-Berlusconi”.
Dentro questi romanzi c’è molto di oggi, ad esempio Collodi in Pinocchio (“romanzo molto sofisticato” – dice Mieli- ) mette in scena l’Italia dei doveri e quella del gatto e la volpe, cioè della furbizia. Collodi aveva capito che in quegli anni stava vincendo l’Italia dei furbacchioni!

F. S.

Ore 13/ Caffè Letterario: presentazione del libro di Carlo Mazzoni, Due Amici, a cura di Fandango Libri. Con l’autore intervengono Martina Mondadori, Mario Desiati e Sebastiano Triulzi.

“L’erba tagliata, il verde denso tra le foglie. Tu, ai Ronchi. Ti svegliasti con il cielo. Una maglietta, il costume da bagno. In bicicletta uscisti di casa, pedalasti fuori dall’ombra dei rami dei pini. Il sole ti inondò la fronte. La luce. Comprasti il giornale e la focaccia, un pezzo di pane duro e salato, buono. Arrivasti in spiaggia. La sabbia ti scottò i piedi – a mezzogiorno il mare si colorò come uno specchio, quanti riflessi. Tredici anni, tu, le guance, un po’ rotondo, timido. Seduto sotto una tettoia impagliata, cominciasti a guardarti intorno”.

Scritto in un italiano pulito e semplice, quasi in una scrittura ellittica, il romanzo racconta la storia e la formazione dei caratteri di due amici, Matteo e Gio, che sanno però di essere degli “esclusi” – dice Mazzoni-. Escluso e contento di esserlo come si autodefinisce lo stesso autore.
“È un libro non catalogabile – dice la Mondadori- Carlo ha parlato del concetto di amicizia ed ha scavato nel profonfo”.
Alla domanda “Cosa speri per te e verso la tua generazione?”, Mazzoni risponde: “la sensibilità, cioè saper riconoscere nella vita i dettagli.” E proprio su quei “dettagli” è incentrato tutto il romanzo. Il racconto tocca le strade bagnate per andare a scuola, le estati al mare, la patente e l’Italia da attraversare. Matteo e Gio si somigliano a tal punto da non esistere se non come impronta uno dell’altro.
“È autobiografico?” e Mazzoni risponde: “Non è biografico, ma non si possono raccontare scene (come la morte di un padre) senza viverle; o le vivo io o le vive lui, l’amico.”


F.S.

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11 apr 11

PROPOSTE
DI LETTURA DEL MESE DI
APRILE

150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA ? TUTTI DA LEGGERE !

I  Libernauti propongono dei testi classici

GIACOMO LEOPARDI, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani

IPPOLITO NIEVO , Le confessioni di un italiano

GIUSEPPE CESARE ABBA, Da Quarto al Volturno: noterelle d’uno dei Mille

GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA, Il Gattopardo

Alcuni testi contemporanei sull’argomento

ANNA BANTI, Noi credevamo

NB : Da questo libro e sulla base di altre testimonianze storiche è stato tratto il recente film di Mario Martone “Noi credevamo” (2011) con Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Francesca Inaudi, Andrea Bosca, Edoardo Natoli, Luigi Pisani

Abstract: Tre ragazzi del sud, in seguito alla feroce repressione borbonica dei moti che nel 1828 vedono coinvolte le loro famiglie, maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Le vite di Domenico, Angelo e Salvatore verranno segnate tragicamente dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari, sospese come saranno tra rigore morale e pulsione omicida, spirito di sacrificio e paura, carcere e clandestinità, slanci ideali e disillusioni politiche. Sullo sfondo, la storia piú sconosciuta della nascita del paese, il Risorgimento, i conflitti implacabili tra i “padri della patria”, l’insanabile frattura tra nord e sud, le radici contorte su cui sì è sviluppata l’Italia in cui viviamo.

PERCHE’ NON LEGGERE IL LIBRO E POI VEDERE IL FILM NELL’AUDITORIUM DELL’ISTITUTO? Vi faremo sapere…..

UGO RICCARELLI, La Repubblica di un solo giorno

GIANCARLO DE CATALDO, I traditori

ANTONIO SCURATI, Una storia romantica

E per uno sguardo critico..

UGO SCHIAVONE , Italiani senza Italia

Nelle dimensioni di un saggio breve, Schiavone si propone di tracciare un bilancio dell’Italia contemporanea dopo un secolo di vita unitaria. Tre i capitoli in cui è diviso il libro. Il primo affronta le grandi questioni nazionali, considerandole come l’esito di un lungo cammino, che può rimandare ad epoche lontane: l’identità collettiva, la modernizzazione, etc. Nel secondo capitolo si discutono tre tesi. Primo: esiste un “carattere” degli italiani. Secondo: lo Stato unitario si è costituito in una stagione culturalmente modesta. Terzo: lo scarto fra le stratificazioni millenarie del carattere e l’improvvisata fragilità delle istituzioni spiega la debolezza delle classi dirigenti. Il terzo capitolo capovolge la prospettiva.  (da Ibs.it)

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19 mar 11

INCONTRO CON L’AUTORE : MARCO MALVALDI

IL 31 MARZO ALLE 14,30

MALVALDI SARA’ OSPITE DEL LICEO XXV APRILE PER PARLARE DEL SUO ULTIMO LIBRO “ODORE CHIUSO”

VI ASPETTIAMO NUMEROSI

L’AUTORE: Marco Malvaldi, nato a Pisa nel 1974 e ricercatore presso il Dipartimento di ChimicaBiorganica dell’Università di Pisa, ha pubblicato per Sellerio tre romanzi dedicati alle vicende del barista Massimo e di un gruppo di anziani signori che frequentano il suo bar : ‘La briscola in cinque’ ( 2007, 17 edizioni), ‘Il gioco delle tre carte’ (2008, 9 edizioni, finalista al Premio Bancarella e al Premio Chianti 2009) e ‘Il re dei giochi’ ( 2010, che ha  venduto complessivamente oltre 150.000 copie.  Dopo questi tre romanzi ha pubblicato Odore di chiuso (2011), giallo di ambientazione tardo ottocentesca che vede come protagonista di un’ intricata vicenda lo scrittore e gastronomo Pellegrino Artusi……

Nel castello del barone Romualdo Bonaiuti, nobile della Maremma toscana, un venerdì di  giugno del 1895 giungono Pellegrino Artusi, gastronomo e autore del celebre “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, e il signor Ciceri, fotografo con aspirazioni letterarie; la ragione del loro soggiorno al castello è poco chiara a tutti i componenti della famiglia ma sarà proprio ciò che accadrà al castello che renderà necessario spiegare questa e…….molte altre cose.

Leggete il libro e lo scoprirete..!!!

IL TESTO E’ DISPONIBILE ANCHE PRESSO LA BIBLIOTECA DELL’ISTITUTO

Qualche opinione sul libro:

A destare i residenti dal tranquillo riposo estivo nelle stanzone fresche e confortanti del castello di Roccapendente è l’arrivo di Pellegrino Artusi, curioso ospite, intellettuale e cuoco famoso. Gli occupanti della tenuta, annoiati più del solito perché costretti dalla calura alla quasi immobilità, ne attendono febbrilmente la venuta. Dei tre figli del barone Romualdo Bonaiuti, quello a cui meno potrebbe interessare l’arrivo dell’Artusi è il signorino Lapo, più attirato dalle grazie femminili che da uomini colti e baffuti: sembianze e portamento eleganti, “l’intelligenza di una fruttiera” e una condotta tutt’altro che decorosa. Con lui l’altro figlio del barone, Gaddo, pronto a riservare al gentile personaggio un’accoglienza per nulla calorosa e un atteggiamento freddo e di sufficienza, nonostante ciò non si addica affatto a un uomo di cultura, poeta dall’animo sensibile. Ben più entusiasta della visita è invece Cecilia, unica figlia del barone, dallo sguardo franco e onesto, la sola sinceramente incuriosita dall’ospite dall’aspetto placido e cordiale. La ragazza è sempre sotto l’occhio vigile della nonna Speranza, la baronessa ormai malata e su una sedia rotelle che trascorre le sue giornate con la sua dama di compagnia, la signorina Barberici, e le due cugine del barone, sorelle “zitelle di razza”. Ma l’arrivo dell’insolito personaggio presso la tenuta toscana non è che uno degli avvenimenti pronti a sconvolgere la quiete del castello. All’indomani della venuta dell’Artusi, il “barrito” della signorina Barberici annuncia ai residenti un ben più grave e imprevisto evento: la morte del fedele maggiordomo Teodoro. Il ritrovamento del suo corpo nella cantina del castello sarà l’inizio di una sequenza di vicende, il principio di una serie di indagini dai risvolti inattesi. La pista più semplice farà ricadere tutti i sospetti sulla bella cameriera Agatina, ma saranno le riflessioni dell’ultimo arrivato Artusi a condurre le indagini verso la giusta direzione.
Attraverso un ritmo che non è mai troppo “costretto” nel genere, Malvaldi conferma le sue capacità di narratore ironico e scanzonato, in grado di adattare anche al giallo più tradizionale le inflessioni tipiche della commedia. Pur toccando infatti i tasti giusti, e nella sequenza corretta – delitto, mistero, indagini, interrogatori – riesce comunque a conferire al racconto un’intonazione irriverente e spiritosa. Per nulla seriamente e con un’ironia esplicita e genuina, l’autore delinea un ritratto impietoso che racconta e insieme fa il verso alle “nobili persone”, membri di una casata aristocratica, in un’Italia da poco unificata. Malvaldi presenta al lettore una galleria di personaggi, tutti attentamente e ugualmente indagati e analizzati e, un po’, anche canzonati e derisi.
All’alternarsi di caustici botta e risposta e dialoghi dal tono austero – adeguati a uno scambio di battute tra nobili personaggi ottocenteschi – si aggiungono le “intrusioni” dell’io narrante, che più volte nel corso della narrazione ammicca al lettore con simpatica insolenza. La stessa d’altronde a cui l’autore ci ha finora abituati.

Recensione tratta da Ibs.it

In breve…

“Un chimico che scrive romanzi: ci piace molto l’idea (e, pensiamo, di rimando, al grande Primo Levi). Come se nelle sue trame ci possano essere più cose e meno arzigogoli».
Giovanni Pacchiano, IL SOLE-24 ORE

«Piace a Malvaldi costruire attorno a una trama semplice un giallo classico (‘un po’ alla Agatha Christie, in cui distrai il lettore per nascondere il coniglio nel cappello’), a tratti spassoso, a tratti provocatorio, ma anche istruttivo».
Ida Bozzi, CORRIERE DELLA SERA

La parola all’autore: intervista a Marco Malvaldi

‘Odore di chiuso’: Marco Malvali e il giallo d’epoca

1895. San Carlo, Maremma toscana. Con ‘Odore di chiuso’ questa volta Marco Malvaldi – lasciati per il momento i quattro vecchietti del BarLume – ci consegna il magnifico ritratto di un italiano memorabile, Pellegrino Artusi, il grande gastronomo che con la sua “Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” dette dignità alle pietanze di tutti i giorni, in un giallo di impianto classico. L’abbiamo incontrato alla presentazione del suo libro alla libreria Edison di Firenze.

La campagna (toscana), un casolare, degli ospiti invitati per il week-end, un protagonista dai baffi molto particolari, una famiglia nobile sulla via della decadenza, un omicidio con il “gioco” della stanza chiusa.. quanto c’è di Agata Christie in questo romanzo?
Quasi tutto. L’idea di partenza era quella di scrivere un giallo classico, con tutti i clichè che appartengono a questo genere. Volevo addirittura ambientarlo nell’Inghilterra vittoriana. Poi discutendo con l’editore Sellerio è sembrato più giusto scrivere di luoghi più familiari. Così eccoci nuovamente a Livorno e dintorni. Anche se ammetto di non essere mai vissuto nella Bolgheri risorgimentale.

Perchè il passaggio ad un giallo ‘storico’ , al cambiamento di epoca? Una fuga ‘letteraria’?
Avevo voglia di scrivere qualcosa di diverso dai romanzi precedenti, l’idea che girava per la testa era quella di un libro ‘apocrifo’, che avesse come protagonista uno scrittore. Così. Dopo aver deciso di ambientarlo in Toscana ho preso in rassegna alcuni scrittori dell’epoca. Alla fine la scelta è caduta su Pellegrino Artusi. Avevo pensato anche a De Amicis, ma non era troppo adatto a me, sono più propenso a far ridere che a commuovere.

Come mai la scelta di una voce narrante contemporanea che commenta la vicenda?
La voce narrante è stata una precisa scelta stilistica. Io mi considero uno scrittore ‘comico’ e lo straniamento dato dal narratore era perfetto per donare al romanzo dei momenti comici. In un libro scritto in lingua ottocentesca la ‘grezzata voluta’ dava il giusto effetto di rottura all’interno del racconto.

Il protagonista ha due grassissimi gatti, proprio come lei, quanto c’è di personale in questo romanzo?
C’è sicuramente tutta la mia sincera e profonda ammirazione per un personaggio storico come
Pellegrino Artusi, un uomo che sapeva vivere bene e che sapeva godersi la vita. Se potessi decidere che personaggio storico essere sicuramente sceglierei lui.

Ecco un riferimento indiretto ai tempi attuali: parla della fine dell’ottocento sottolineando come fossero ‘bei tempi’.
Già bei tempi. Volevo proprio sottolineare la distanza storica dell’epoca del romanzo con i tempi attuali. Nell’Ottocento, scrivo, la gente era famosa per ciò che faceva e molto spesso se ne ignoravano le fattezze. Proprio il contrario di adesso, quando si appare ancor prima di essere e non conta la banalità dei contenuti quanto l’importanza dell’aspetto. Basta fare un poco di zapping in televisione dall’Isola dei famosi al Grande fratello.

Lei ha detto che i suoi scrittori preferiti sono Sciascia e Durenmatt, perchè?
Perchè secondo me sono riusciti a trasformare il genere giallo in Letteratura, mantenendo la loro universalità e la facoltà di essere leggibili e godibili da chiunque.

Secondo lei a cosa deve questo successo? Si potrebbe parlare di un doppio successo vista la scarsa propensione degli italiani a leggere e comprare libri.
Scrivere gialli di certo aiuta, essendo uno dei generi preferiti dai lettori. La colpa della scarsa propensione degli italiani a leggere non la darei però nè agli scrittori nè ai lettori. Piuttosto la colpa è del sistema scolastico e dell’istruzione che trasmette ai ragazzi che leggere è una cosa pallosa, che ‘non si legge ma si studia’..

Lei non è uno scrittore a tempo pieno, è anche un chimico, potremmo definirla un ibrido tra uno scrittore part-time ed un ricercatore precario?
Per ora mi definirei uno ‘scrittore disoccupato’ ed un chimico ‘per diletto’.

Ritorneranno presto i vecchietti livornesi degli scorsi romanzi?
Vedremo.

Marco Leone

Da La Nazione, Livorno, 10 febbraio 2011 (p. 13-14)

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17 feb 11

Il destino non è invisibile

Borgo San Giuda non era nemmeno più un paese, era un villaggio. Settantaquattro case, di cui più della metà abbandonate, un bar, uno spaccio di alimentari e la chiesa con la sua canonica – spropositate, in confronto al resto. Fine. Niente giornalaio, niente bar­biere, niente pronto soccorso, niente scuola elementare: per tutto questo, e per gli altri frutti della civiltà, bisognava andare a Serpentina, oltre il bosco, oppure a Doloroso, a Massanera, a Gobba Barzagli, a Fondo, a Dogana Nuova, o addirittura giù a Cles. Però c’era un fabbro, per dire, Wilfred, che faceva i chiodi a mano e sembrava Mangiafuoco, e un cimitero con oltre trecento tombe. Vivere lì non aveva senso, ma ci vivevamo in quarantatre – anzi, in quarantadue, da quando era morto il vecchio Reze’. Era un posto che non esisteva quasi, e nessuno riuscirà mai a capire perché quello che è successo sia successo proprio lì, dove non succedeva niente.

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16 feb 11


IL LIBRO DEL MESE di Febbraio:

Sandro VERONESI, XY,Fandango, Roma 2010

(il romanzo è presente in biblioteca)

Di fronte allo“scandalo del male” quali sono le possibili reazioni?

“Una cosa è pensare il mondo come un complesso ordinato ed esaltarne la razionalità; tutt’altra cosa, ben più difficile e delicata, è individuarne le ragioni della presenza del male in un mondo siffatto.”

(B. Baczko, Giobbe amico mio. Promesse di felicità e fatalità del male, Manifestolibri, Roma 1999, p. 39)

Parlare di XY

Un cavallo ritorna trainando ansimante e spaventato una slitta vuota. È successo qualcosa, ma cosa? Una donna si sveglia in un lago di sangue e non capisce perché si sia riaperta una cicatrice di quindici anni prima.

È successo qualcosa, ma cosa? Un albero avvolto in un cappotto di ghiaccio nel freddo invernale, trasparente ma rosso come “un’immensa caramella Charms”. È successo qualcosa, ma cosa? I morti sono dieci (o undici?), i resti sparsi avvolti e coperti dalla neve, otto adulti e due bambini più una cavalla e un cane. Dunque è avvenuta una strage, ma come? perché? a opera di chi? e in questo cosa c’entra la dottoressa che si è fatta ricucire un dito ferito? È un angoscioso crescendo di fatti, di impressioni, di tragedia, di angoscia, di impotenza, di delirio – narrato con la voce parallela della dottoressa (Giovanna Gassion) e di uno dei primi a essere accorsi sul luogo del massacro, il parroco…

Ambientata in Trentino nel piccolo villaggio di Borgo San Giuda (un nome non privo di implicazioni) la vicenda diventa via via sempre più paradossale e spaventosa e prende una deriva allucinatoria quando si scopre che i passeggeri della slitta morti sono tali per eventi totalmente differenti fra loro e, ancor più incredibile, alcuni per motivi del tutto naturali, apparentemente persino in giorni differenti.

Se il Male non è comprensibile si può mascherare con una spiegazione logica. E se il Male si trova fuori ma anche dentro di noi il pericolo è lo sgretolamento delle certezze e una paura indefinita e spaventosa senza scampo. XY insieme sono i cromosomi maschili, ma rappresentano anche la donna (X) e l’uomo (Y).

In questo caso sembrano anche voler sottolineare le due versioni, quella scientifica-psicologica e quella spirituale-religiosa di una vicenda di per sé inspiegabile che trascina in un turbine mediatico e in un vortice verso la follia i pochi abitanti di San Giuda.

  • in Tutto Libri, 30 ottobre 2010, (a cura di) Lorenzo Mondo

NELLE MONTAGNE DEL TRENTINO C’É UNO SQUALO CHE UCCIDE

L’eccidio di San Giuda offre, nella sua stranezza e casualità un <repertorio delle morti orribili> che vengono divulgate ogni giorno dai telegiornali: cancro, Al Qaeda, pedofilia, overdose, incidenti funesti… In quel paese miserabile, flagellato ininterrottamente da una tempesta di neve, si sono addensate tutte le paure del mondo, si è manifestato il potere del male assoluto…

“L a  X e la Y alludono forse alla diversità di genere e di cultura  dei due protagonisti: il prete, don Ermete, e la psichiatra Giovanna; Giovanna, la ricerca razionale; don Ermete, la religione la lotta contra il male della disperazione”.

  • S. Veronesi, in Corriere della Sera, 5 novembre 2010

“Non sappiamo più che farcene del dolore e la società scivola nella follia [...] Ho voluto raccontare il progressivo scivolamento nella follia della nostra società, insidiata com’è da questioni psichiatriche, anche se non le riconosciamo come tali: parlo della politica [...] e non soltanto della cronaca degli ultimi giorni, ad Avetrana e dintorni. Così è stato negli anni di piombo [...] Misteri che diventano ossessioni e fanno ammalare [...] Noi non sappiamo nulla di quello che succede. Siamo assediati da misteri che hanno una ricaduta sulle persone. Il pericolo riguarda tutti: siamo tutti esposti al male, al dolore. Ciò che mi interessava raccontare era cosa fa il male a chi l’ha visto e come rimane addosso alle persone sopravvissute. Ma anche a quanti non lo vogliono vedere e ignorano che questo male possa lavorare comunque dentro di loro. Tutti siamo esposti continuamente: anche quando vediamo i morti nei tg, la consapevolezza del male ci raggiunge [...] Nell’accettazione del male c’è una forza straordinaria, si apre tutto un altro mondo: di rivelazione, sapienza,  morale, filosofia. Bisogna passare dal buco stretto dell’accettazione, bisogna farsi piccoli per avere posterità altrimenti ci si infrange contro la scogliera dei misteri”.

*   *   *

Che tempo fa

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5d587586-8bf6-4d9b-965f-fc797b406c95.html

(24 ottobre 2010, 16’)

Parla con me

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-dfc317a6-82b4-4f01-9fd4-0d7fb39f8519.html

(4 novembre 2010, 25’)

Sandro Veronesi – Biografia & Bibliografia

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26 gen 11

PROPOSTE DI LETTURA IN OCCASIONE DELLA RICORRENZA DEL 27 GENNAIO,GIORNO DELLA MEMORIA


DONNE E SHOAH : LA TESTIMONIANZA DELL’ORRORE ATTRAVERSO LA VOCE DELLE DONNE

  • BECCARIA ROLFI  L., BRUZZONE  A.M, Le donne di Ravensbruck: testimonianze di deportate politiche italiane, Edizioni Einaudi
  • HILLESUM  E., Diario 1941-1943, Edizioni Adelphi / Lettere 1942-1943, Ed. Adelphi
  • JACOBSON  L. Dal liceo ad Auschwitz: lettere, Edizioni L’Unità
  • LEWIS  H., Il tempo di parlare, Edizioni Einaudi
  • MARRONE  T. , Meglio non sapere, Edizioni Laterza
  • MULLER  M., Anne Frank: una biografia, Edizioni Einaudi
  • ROLNIHAITE  M., Devo raccontare: diario 1941-1945, Edizioni Adelphi
  • SCHNEIDER  H., Io, piccola ospite del Fuhrer / Lasciami andare, madre / L’albero di Goethe / La baracca dei tristi piaceri / L’usignolo dei Linke, Ed. Adelphi
  • SONNINO  P. Questo è stato: una famiglia italiana nei lager, Edizioni Il Saggiatore
  • SPRINGER  E., Il silenzio dei vivi, Edizioni Marsilio
  • WIEVIORKA  A., Auschwitz spiegato a mia figlia, Edizioni Einaudi
  • ZUCCOTTI  S., L’olocausto in Italia, Edizioni Mondadori

TESTI CONSIGLIATI PER IL BIENNIO

  • BOYNE  J., Il bambino con il pigiama a righe, Fabbri Editori
  • BRUCK  E., Quanta stella c’è nel cielo, Edizioni Garzanti
  • ESTIENNE  N, Gli orfani del male, Ed. Sperling e Kupfer economica
  • KENEALLY  T. La lista di Schindler, Ed. Frassinelli

TESTI CONSIGLIATI PER IL TRIENNIO

  • MARAINI  D., Il treno dell’ultima notte, Ed. Rizzoli
  • MENGALDO, La vendetta è il racconto: testimonianze e riflessioni sulla Shoa, Ed. Bollati Beringhieri
  • NISSIM G., La bontà insensata, Ed. Mondadori
  • PAHOR  B., Necropolis,  Edizioni Fazi
  • SZPILMAN  W, Il pianista: Varsavia 1039-1945, Ed. Baldini e Castaldi
  • WIESEL  S., La notte / La danza della memoria, Ed. Giunti
  • MANKELL  H., Il ritorno del maestro di danza, Ed. Marsilio
  • ARENDT H., La banalità del male, Ed.Feltrinelli
  • DEAGLIO  E., La banalità del bene, Ed. Feltrinelli
  • LEVI  P., I sommersi e i salvati, Edizioni Einaudi
  • GROSSMAN  V., L’inferno di Treblinka, Edizioni Adelphi

GLI ALTRI GENOCIDI DEL ‘900

  • ARSLAN A., La masseria delle allodole, Ed. Rizzoli
  • BETTIZA E., Esilio, Ed. Mondadori
  • FANON  F., I dannati della terra, Edizioni Einaudi
  • BEN JELLOUN T., Il razzismo spiegato a mia figlia, Ed. Bompiani
  • COSSERO  A., Gli uomini dimenticati da Dio, Ed. Bur Rizzoli
  • SALAMOV  V., I racconti di Kolyma, Edizioni Einaudi
  • SOLZENICYN  A., Una giornata di Ivan Denisovic, Ed. Einaudi
  • NAIMARK  N., La politica dell’odio. La pulizia etnica nell’Europa contemporanea, Ed. Laterza

ASPETTIAMO I VOSTRI COMMENTI….A PRESTO!!

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15 ott 10

Per iniziare a leggere e interagire con il blog, vi proponiamo il “Caso D’Avenia”.

Alessandro D’Avenia è giovane insegnate di storia e filosofia in un liceo di Milano, dove notte tempo,  scrive il romanzo d’esordio a 33 anni: BIANCA COME IL LATTE ROSSA COME IL SANGUE.

Il romanzo ha un notevole successo di pubblico: oltre 100 mila copie vendute nei primi mesi del 2010; ma si crea  anche il personaggio D’Avenia tra crediti e critiche: la polemica con la madre della ragazza la cui storia ha ispirato il romanzo, la presenza della firma del giovane scrittore su vari giornali e riviste, il blog mondadoriano che fa dell’autore una sorta di prof keating  de “L’attimo fuggente”, presentazioni ammiccanti come quella di WUZ: “ Uno scrittore e insegnante perdutamente innamorato della realtà. Ama insegnare. Ama scrivere. E cerca il paradiso impastato nella polvere della vita quotidiana e nel cuore delle persone che incontra”, ma anche la stroncatura, come quella che appare su “L’Unità” del 20 maggio scorso.

Chi avrà ragione: i detrattori o gli entusiasti? non resta che leggere le pagine del romanzo e pubblicare i vostri commenti sul blog…!

Come invito alla lettura pubblichiamo

  • un articolo dell’autore scritto in occasione dell’inizio della scuola,
  • la stroncatura de “L’Unità”
  • il primo capitolo del romanzo.

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14 ott 10

…così scrive all’inizio dell’anno scolastico:

Cari colleghi professori,

mancano 24 ore alla prima campana. I vostri alunni sono trepidanti, perché il primo giorno di scuola attraversa il cuore di un ragazzo come uno stormo di promesse. Sperano che quel primo giorno sia un giorno nuovo, sintomo di un anno nuovo, una vita nuova, direbbe Dante. Rendete quel giorno la loro Beatrice.

Non li deludete. Date loro un giorno indimenticabile. Non chiedete delle loro vacanze, non raccontate le vostre. Fate lezione: con un amore con cui non l’avete mai fatta. Preparate oggi quella lezione. È domenica e avete ancora qualche ora. Stupiteli con un argomento che desti la loro meraviglia. Uccideteli di meraviglia! È dallo stupore che inizia la conoscenza, diceva Aristotele e nulla è cambiato. Annichilite i grandifratelli, gli uominiedonne. Superateli in share con le vostre lezioni. Rinnovate in voi lo stupore. Spiegate loro l’infinito di Leopardi anche se non è nel programma, fateglielo toccare questo infinito di là dalla siepe dei banchi. Raccontate loro la vita e la morte di una stella. Descrivete loro la sezione aurea dei petali di una rosa e il segreto per cui la si regala al proprio amore.

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13 ott 10

di Antonio Mombelli

Non potevo credere ai miei occhi. L’altro giorno ero lì al bar che sfogliavo i giornali, che io li leggo solo lì, ce ne sono diversi, e gratis per di più; insomma lo sguardo mi cade su una recensione che dev’esser un libro interessante, ché l’articolo prende ben due colonne nella pagina della Cultura e il titolo promette fuochi d’artificio.
Io ora nella vita mi sono trovato ad esser professore dopo varie peripezie, e allora il titolo che faceva riferimento alla scuola mi ha molto incuriosito per un normale riflesso di autoreferenzialità per cui i professori gli piace parlar di scuola, i giornalisti di giornali, i dentisti di denti, gli spazzini d’immondizia: così va il mondo, mi sembra. Ma non mi dilungo. Insomma comincio a leggere ben disposto, anche se, bisogna ammetterlo, i libri e i film scolastici mi generavano dei sospetti già prima che mi ritrovassi a parlar di Leopardi di fronte a trenta adolescenti; ché questa diffidenza dipende che gli adolescenti dei romanzi di argomento scolastico hanno sempre puzzato un po’ troppo di personaggi per me, forse perché anche con tutta la buona volontà che mi è capitata di metterci non sono mai riuscito ad identificarmi con loro – che di solito è il tranello degli scrittori questa faccenda dell’identificazione e della morale della storia – insomma, dicevo, quando ero alunno adolescente nemmeno mi sono riconosciuto in uno di tutti quegli studenti che ci sono nel libro Cuore, che è lettura edificante e altamente raccomandabile.

Però, ora che sono pure professore e mi è capitato di leggere altri libri del genere, che poi sono sempre di attualità visto lo sfruttamento economico estensivo che si può fare del riconoscimento del mondo scolastico, ché a scuola chi più chi meno ci è toccato tutti averci a che fare, spesso nel passato, che è dimensione conveniente al lettore adulto e giudicante; insomma, anche i personaggi dei professori riesco mica ad entrarci in empatia, che per lo più mi fan venire dei gran nervi, che son tutti missionari toccati da una vocazione mistica che io ce l’ho mica, tanto meno i colleghi che ho nella mia scuola, che ci basterebbe fare un lavoro onesto a noi invece che dare un soffio d’afflato capace di trasformare uno che fa le scritte sul muro e picchia i compagni di classe in uno che poi vuole essere poeta, artista o musicista; che poi si devon vendere al mercato dei dischi, dei libri o dei quadri e gli vengon fuori i dilemmi amletici se bisogna accettar i duri compromessi della vita, essere non essere eccetera eccetera.

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12 ott 10

Dal capitolo 1 di BIANCA COME IL LATTE ROSSA COME IL SANGUE

Ogni cosa è un colore. Ogni emozione è un colore. Il silenzio è bianco. Il bianco infatti è un colore che non sopporto: non ha confini. Passare una notte in bianco, andare in bianco, alzare bandiera bianca, lasciare il foglio bianco, avere un capello bianco… Anzi, il bianco non è neanche un colore. Non è niente, come il silenzio.

Un niente senza parole e senza musica. In silenzio: in bianco. Non so rimanere in silenzio o da solo, che è lo stesso. Mi viene un dolore poco sopra la pancia o dentro la pancia, non l’ho mai capito, da costringermi a inforcare il mio bat- inquantino, ormai a pezzi e senza freni (quando mi deciderò a farlo riparare?), e girare a caso fissando negli occhi le ragazze che incontro per sapere che non sono solo. Se qualcuna mi guarda io esisto. Ma perché sono così? Perdo il controllo. Non so stare solo. Ho bisogno di… manco io so di cosa. Che rabbia!

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11 ott 10

Tema del mese : La scuola

Proposte di lettura per NOVEMBRE su cui discutere nel blog a DICEMBRE:

  • D. STARNONE, Solo se interrogato
  • M. LODOLI, Il rosso e il blu

(NB: il commento alle proposte di lettura è libero, se non sai come iniziare puoi compilare una breve scheda con:)

  1. Cosa mi è piaciuto e perché (personaggi, situazioni, stile…)
  2. Cosa non mi è piaciuto e perché
  3. La musica che metterei come colonna sonora a questo libro
  4. A che tipo di persona lo consiglio
  5. Il brano che mi è piaciuto di più e perchè
  6. Altri libri, film, fumetti, immagini ecc. che mi sono venuti in mente o che collegherei a questo libro e perché

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